INTRODUZIONE    
   
Giancarlo Innocenzi Botti, è impegnato da anni nella costruzione di luoghi e strumenti di dialogo fra etica e impresa nel settore strategico del mondo della comunicazione. Proviene da una solida scuola imprenditoriale dove ha affrontato con determinazione la sfida della crescita personale e professionale.

Dopo i suoi studi di scienze sociali e di economia presso importanti istituti universitari in Italia e negli Usa, ha contribuito in modo non marginale alla crescita del sistema televisivo italiano mettendo in campo non solo la propria brillante intelligenza ma anche e soprattutto la propria consapevolezza morale delle enormi potenzialità del lavoro nel mondo dei mass media. Una carriera, quella di Innocenzi, che parte da una vera e propria gavetta e che lo porta rapidamente ad occuparsi, come amministratore delegato, della rete televisiva interregionale TVA Televisione delle Alpi. L'Italia sta vivendo il periodo buio degli anni di piombo. Il suo lavoro alla guida di TVA lo fa finire presto nel mirino del terrorismo.

La sua redazione subisce un vero e proprio attacco da parte di un gruppo di disperati armati fino ai denti.

Nonostante i tragici momenti di tensione e grazie proprio al coraggio e alla determinazione dimostrata in quell';occasione, l'episodio si conclude meglio di quanto sarebbe stato ragionevole aspettarsi.

La Digos dopo consiglierà a Innocenzi di girare armato, per proteggersi da nuovi attacchi da parte dei terroristi. Un consiglio che rimane inascoltato.

E forse è proprio in questo periodo che Innocenzi matura una nuova coscienza delle responsabilità connesse alla propria professione e, nonostante il trauma subito, sembra trovare una nuova linfa vitale. Da lì a poco, infatti, entrerà come responsabile dei servizi giornalistici delle neonate Canale 5, Rete 4 e Italia 1.

I primi giornalisti assunti in quelle redazioni devono superare anche e soprattutto il suo giudizio. Ancora oggi le squadre giornalistiche migliori espresse da Mediaset in questi anni sono formate dalle persone che Innocenzi scelse e fece assumere allora.

Dopo un'esperienza di massima responsabilità in alcune importanti e storiche società cinematografiche, Innocenzi torna di nuovo alla sua passione di sempre, la televisione. Nel 1997, insieme con La Tona, fonda una nuova società televisiva, la Sitcom.

Pensata e costruita per rispondere alla nuova domanda di contenuti della televisione via satellite, la Sitcom si contraddistingue per l'eleganza e la qualità dei programmi proposti sui canali Alice, Marcopolo, Leonardo; e Nuvolari;. Quasi nello stesso periodo fonda anche la società di produzione cinematografica e televisiva Horizon che si caratterizza subito per il successo e la cura estrema delle proprie realizzazioni.

Ma è questo lo stesso periodo dell'avventura politica di Innocenzi. Tesserato fin dall'inizio nelle fila di Forza Italia, Giancarlo Innocenzi Botti entra in Parlamento durante la XII legislatura. Si rende conto presto che, nonostante la ricchezza dell'esperienza accumulata nel mondo dell'impresa, la politica è un lavoro a tempo pieno e che non concede spazio alle distrazioni.

 Con una scelta di rara eleganza, sei mesi prima delle nuove elezioni del 2001, lascia tutte le proprie attività. Immobilizza di fatto l'attività della sua Horizon e cede le proprie quote di Sitcom& all'altro socio fondatore.

Generosamente, poi, decide di cedere il proprio seggio elettorale ad un collega di partito. Durante la campagna elettorale, mentre gli altri sono occupati nei comizi, lui studia e si prepara. Analizza le normative esistenti sul cinema, sulla televisione, sui new media. Scrive le bozze di nuove ipotesi legislative. La sua serietà viene premiata. Nel maggio del 2001, il Presidente del Consiglio gli chiede di entrare a far parte del Governo e gli offre una delle poltrone più sensibili della nuova compagine.

Così Innocenzi diventa Sottosegretario del Ministero delle comunicazioni. È un momento di passaggio importante per il sistema della comunicazione del nostro paese.

Viene varata una nuova legge per la televisione e le tecnologie più avanzate diventano protagoniste del dibattito culturale e politico.

 La videofonia mobile di nuova generazione, il digitale terrestre, la banda larga per il web, sono gli argomenti degli enormi faldoni che si accumulano nel suo studio. Innocenzi partecipa al dibattito da protagonista.

Anche gli avversari politici gli riconoscono l'estrema competenza dei suo interventi. In breve diventa indispensabile all'attività del ministero e il suo lavoro si fa notare per l'efficacia nel perseguimento dei risultati e per la fluida brillantezza degli interventi.

 Schivo di una visibilità giornalistica che non ha mai cercato (ancora oggi è forse l'unico rappresentante del Governo a non avere un proprio addetto per le relazioni con la stampa), preferisce agire nel concreto, anche nelle situazioni più difficili ed estreme, come quelle che hanno accompagnato l'approvazione della nuova legge per la televisione.

Forte di una matura padronanza di alcune lingue straniere (inglese, francese), Innocenzi si fa notare anche in sede europea.

Rappresenta il governo al Consiglio Europeo per l'Audiovisivo e si fa portavoce delle istanze più pressanti del nostro paese nel settore del cinema e in quello della televisione.

Durante il semestre italiano, organizza a Cernobbio il consiglio dei ministri europei della comunicazione.

Sono due giorni intensi, caratterizzati da un imponente apparato tecnologico organizzato dalle più importanti aziende mondiali che lo stesso Innocenzi è riuscito a coinvolgere.

Ma sono anche due giorni dove, nei convegni e nei workshop, si discute molto della qualità dell'offerta di contenuti che i new media proporranno nei prossimi anni.Proprio per questi motivi Innocenzi è anche uno dei più grandi animatori delle attività dell'importante Fondazione Bordoni. Insieme con le sperimentazioni di nuovi software o di nuovi apparecchi, Innocenzi riesce così ad imporre attenzione anche per i temi insostituibili della deontologia professionale.

Forte delle sue origini di cattolico di montagna (come ama definirsi), Giancarlo Innocenzi Botti, dal 2000 compie anche un intenso percorso di avvicinamento al complicato mondo della Curia romana. Organizza convegni con il presidente del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali Mons. John Foley e con il presidente del Pontificio Consiglio della Cultura Card. Paul Poupard.

Partecipa da protagonista alle attività organizzare dall'Ente dello Spettacolo presieduto da Andrea Piersanti. Si mette al servizio della pastorale giovanile coordinata da Mons. Mauro Parmeggiani. In pochi anni diventa uno dei punti di riferimento di una grande parte della Curia.

Con intense frequentazioni dei palazzi più importanti, offre la propria esperienza anche alle attività missionarie del Dicastero presieduto dal Card. Crescenzio Sepe e a quelle del dicastero per il vescovi guidato dal Card. Giovan Battista Re. Questa sua intensa attività al servizio della Chiesa lo spinge anche in forte polemica politica con i vecchi avversari di un tempo nella zona del suo collegio elettorale, a Trento.

I giornali locali si riempiono di attacchi ai quali Innocenzi riesce a replicare con misura ma anche con fermezza mentre nel contempo non risparmia le critiche alle tendenze anticlericali più diffuse. Al centro di questa sua intensa attività al servizio del Magistero, c'è la sua quotidiana disponibilità alla costruzione di incontri e di momenti di dialogo fra i palazzi della Curia e i palazzi del sistema dei media.

Organizza cene e riunioni di lavoro ai quali partecipano vescovi e importantissimi anchormen della televisione insieme con giornalisti e i vertici delle reti televisive. Innocenzi è un uomo di azione che però ama riflettere spesso anche sui pericoli come sulle opportunità che il sistema dei media riesce ad proporre all'umanità.

Innamorato dell'insegnamento del Santo Padre nel settore della comunicazione, sta collaborando alla edizione di un libro della Mondadori che racconterà come Giovanni Paolo II ha cambiato il mondo della comunicazione. Ha vinto alcuni importanti riconoscimenti, come il Diego Fabbri per la comunicazione e il Luigi Tincani per la la Media Education.

È Grande Ufficiale del Sovrano Militare Ordine di Malta ed è Docente di Sistemi e Tecnologie della Comunicazione presso l'Istituto Universitario Suor Orsola Benincasa e presso la Facoltà di Scienze della Formazione Corso di Laurea di Scienze della Comunicazione